mercoledì, 01 luglio 2009 @ 01:59

Seconda Giornata (F5 F5 F5)

pubblicato da SagadiGemini

Non oso davvero immaginare cosa possa spingere una persona che ha vissuto l'evento a leggere le cazzate che scrivo su questo blog. Figuriamoci se posso comprendere addirittura arrivare ad insistere affinché prosegua nella mia opera. Tant'è. Ringrazio sentitamente tutti i lettori, una volta tanto. E sono sincero. Senza di voi non avrei proseguito (non solo il racconto, dico proprio tutto l'ambaradam). O forse avrei comunque continuato, chi lo sa. Sta di fatto che essere apprezzati fa sempre la differenza, fa scattare qualcosa dentro di positivo.
Davvero, non lo faccio per cattiveria. E' che ultimamente sono diventato un pappamolle. Non riesco più a far tardi, complici i troppi impegni durante la giornata. Mi divertissi poi, almeno non avrei di cosa lamentarmi. Bah, alla fine non ho troppo di cui lagnarmi anche così. Insomma, appena posso vengo qui e scrivo. Non credo che in molti si interrogheranno in proposito ma è doveroso da parte mia specificare come abbia bisogno della notte per dedicarmi alla scrittura. A parte una serie di rituali, più o meno costanti, per trovare l'ispirazione. Io scrivo di notte, non ci sono santi né madonne.
Bene. La parola notte mi permette il collegamento con il racconto, la premessa alla seconda giornata. Tornato nella penosa camera 303 del Tristle, mi sono sistemato e coricato. Mai avrei immaginato che anche durante il sonno la convention sarebbe stata protagonista. Il sogno è lungo e articolato, cercherò di evitare i dettagli meno interessanti. Tipo quella mia compagna di liceo bionda e decisamente poco sveglia che mi regala un cellulare ancora più schifoso del mio. Che, a ben pensarci, fa parte della profezia tanto quanto il seguito. C'è una sorta di party, molto simile a quelli che siamo abituati a vedere nel film e telefilm, quando i genitori non ci sono e i figli si danno alla pazza gioia, dove sono presenti un sacco di individui sconosciuti. Riconosco però Ryan Hansen. Ha dei canini piuttosto affilati, credo siano veri per giunta. Tema vampiresco. Non ne sono granché impressionato, come fosse naturale. Andando via, in un parcheggio sterrato e desolato, Francis mi offre un passaggio, dicendo a Jason di andarsene a casa con la moglie in tutta serenità. La parte clou però è un'altra. Mi ritrovo, non so come, in una grande casa tutta bianca. La cucina è immensa, di fatto vedo solo quella. C'è Orne e, soprattutto, Jason. Il nostro beniamino ha imparato discretamente a parlare italiano, tanto da indurre Orne a fargli i complimenti. Io stesso mi meraviglio della sua capacità di apprendimento. Non contento, si è reinventato anche chef. Ci mettiamo tutti a tavola, una lunga tavolata bianca, di almeno una ventina di persone, tanto che non riesco a vederne la fine dalla mia posizione. Accanto io da un lato ho Jason, mio lato sinistro, e dall'altro Ryan! Le lasagne di Jason strabordano di besciamella!
Particolare come sogno, divertente anche. Voi direte, ma sti cazzi? Lo so, ma ancora non può esservi chiara la profezia. Ci arriveremo.
Dopo esserci svegliati, ci ritroviamo nella sala colazione. Se c'è una cosa buona, e su questo eravamo tutti concordi, a Londra, è la colazione. Orne, colei che dettava sempre gli appuntamenti, era perennemente in ritardo. Dopo aver mangiato, c'era sempre quel quarto d'ora di noia, nell'attesa che gli altri finissero, in cui mi veniva la voglia di infilare le dita nei piatti altrui. Ma figurati se l'ho fatto...
Foto! Il primo giorno ne avevo un bel po'. Tanto per cominciare le mie due con Jason e Francis, da solo. Poi quelle con Orne. Una con Jason e una con il gruppo completo anche di Francis e Jordan l'inutile belloccio. Entriamo subito e ci mettiamo in fila. Notiamo subito che il clima è leggermente differente rispetto all'anno precedente. Sembrano tutti scazzati, fotografo compreso. Parlo dello straff, non degli ospiti. E la processione viene fatta circolare con eccessiva prescia. E in effetti le mie foto solitarie non regalano molti brividi. Tiepidi saluti e foto in posa, niente divertimento. E quando mi riunisco ad Orne, lei giustamente mi propone di movimentare un po' le cose. Dai, fatti venire in mente qualcosa. Quando mi dicono così è la volta buona che mi blocco. La gente deve capire che io funziono ad ispirazione, non su commissione. Ma non dispero, perché basta poco per farmi venire qualche idea. Ci si mette davvero poco a fare le foto, mentre come sempre gli ospiti, in attesa del loro turno, chiacchierano al lato del teatro di posa, se così si può chiamare. Uno sfondo creato con un telo color grigio pantegana. Lo stesso dell'anno precedente. Non ci sono tante scene divertenti, ma qualcuna oscena. Quelle vecchie brutte e ridicole americane caciarone odiose ne sono responsabili. Gli abbigliamenti fetish con denti vampireschi posticci sono aberranti. Ma vabbè, contente loro. Facciamoci i cazzi nostri.
Eccoci, Orne Jason ed io. Mentre loro due parlano, io aspetto. Poi propongo. Facciamo qualcosa di forte, Orne ci guarda un po' indispettita mentre ci abbracciamo. Mozione accolta, forse in mancanza di alternative. Io mi impegno nell'eseguire il numero della faccia di cazzo, che mi riesce senza troppo sforzo e benissimo. Non mi preoccupo di come si siano disimpegnati gli altri. Vedrò successivamente. Mi scoccia un po' sprecarmi per una foto con Jordan, ma devo sacrificarmi per la patria. Mi metto il più distante possibile. Vicino a Jason; ormai siamo inseparabili. Orne propone di indicare un punto non meglio precisato. E, a dir la verità non proprio in modo palesemente spontaneo, mi atteggio. E anche questa è andata.
Usciamo dalla sala, ma non è che sia poi così elettrizzato dalla performance. Ci lamentiamo perché l'anno precedente era riuscito molto meglio il tutto. E poi avevano introdotto un regolamento molto più severo che non permetteva la presenza di più di due di noi all'interno di una foto. Così niente foto di gruppone. Palle. Pazienza.
Le conferenze sarebbero iniziate di lì a poco. Nella sala adibita, nel frattempo, proiettevano puntate di serie tv. Mi è capitato di affacciarmi nel momento "Castle". Una gentile ma pedante vecchiaccia ha pensato bene di informarmi su vita morte e miracoli dello show. E senza che io proferissi verbo. Così me la sono un po' sorbita. Ogni tanto incrociavamo Giorgina, ci scambiavamo quattro parole, impressioni sul tutto.
Che si fa? Si va a pranzo, che poi dopo non c'è tempo. Ok. Il ristorante del Tristle. Babbabia. Aveva lasciato un ricordo tutt'altro che piacevole nel 2008, nonostante non ci avessi mai mangiato. Ma poi alla fine uno, quando è in un gruppo, si uniforma. E allora tutti a ristorante!
Tavolone tondo, un po' ammucchiati. Il menù non offre molti sfizi. Aspetto solo qualcuno che si faccia venire una buona idea per copiarla. Ma accanta a me né mia sorella né Amethyst si dimostrano all'altezza. Quest'ultima però richiama la mia attenzione con un cellulare del dopoguerra fantastico. Così mi rendo conto di non avere il primato per il cellulare più osceno. E me la prendo. Provo a corromperla per farmelo vendere. Ma niente. E qui, ora che ci penso, una parte del mio sogno si concretizza, anche se in modo non proprio cristallino.
Insomma, a parte qualche zuppa di pomodoro, Caesar Salad per tutti! Ora, una semplice insalata con il pollo, non è di per se una raffinata gemma culinaria, indipercui non dovrebbe essere molto difficile la realizzazione della stessa. Eppure il grandissimo chef del Tristle ha pensato bene di rovinare un piatto così semplice. Come? A parte la selezione tutt'altro che accurata degli ingredienti. Aggiungendoci dei pescetti assai simili alle sardine. Quindi era un bel miscuglio di porcherie. Il pane sapeva di polistirolo, se non erro. Quelle sardine ho continuato a digerirle fino a sera. L'acqua ce l'hanno portata calda. Non temperatura ambiente, calda. Hanno proprio il forno per l'acqua lì. Strano che non hanno chiesto, gliela scaldo un pochino? Avranno deciso d'ufficio. Insomma, una vera schifezza il tutto. Ma Orne ha deciso di offrire il pranzo a tutti, perciò era buonissimo! C'era un po' il magone di andare a prendere i posti per le conferenze. Così era una specie di gara a chi strozzava l'ultimo boccone per primo, di modo da scattare ad occupare le prime file!
Con un po' di fortuna, siamo riusciti a prendere degli ottimi posti.
Chiedo scusa, si è fatto veramente tardi. Conto di continuare al più presto e raccontare i fatti salienti della seconda giornata, che ha avuto momenti veramente memorabili. Per il momento, spero di aver un pochino attenuato il rancore da parte di Byby.

Saluti e baci

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martedì, 23 giugno 2009 @ 02:07

Il Meet & Greet

pubblicato da SagadiGemini

Scusate, ho dovuto di nuovo interrompere per qualche giorno il racconto, causa esame. Mi sono ricordato di essere iscritto all'università, così sono andato a rubare un buon voto, nonostante la poco accurata preparazione. Dubito che le mie gesta studentesche vi interessino. Non come il mio romanzo a puntate, come lo ha definito Byby. In effetti sto notando che le visite in questi giorni si stanno moltiplicando e, da buon stratega, allungo la pappa il più possibile. Descriverò ogni minimo particolare. Per esempio quelle bruttissime fotografie di mongolfiere incorniciate ed attaccate nella sala conferenze del Tristle. Immaginate questa enorme sala, abbastanza elegante, soprattutto per merito di quattro lampadari grandi come una cinquecento, a gocce di cristallo (presumo). Paquet e tappeto per terra. E alle pareti queste foto. Ma io dico boh, ma che cazzo c'entrano? Perché non mettere, che so, un bel cesso nell'angolo nord. Uno di quei bagni chimici, per dire. O un forno a legna, eh? Il Tristle è il Tristle. Lo amiamo (direi proprio di no) per questo.
Mi sono dimenticato, nel momento di raccontare la cerimonia di apertura, un fatto rilevante. Jason, durante la sua presentazione, ha promesso al pubblico una proiezione privata in anteprima del pilot del suo ultimo show, Body Politic. La notizia è accolta con grande entusiasmo.
Dov'ero arrivato? Meet & Greet. St'anno nessuno ha corso il rischio di perderlo; tutti abbiamo comprato il biglietto per tempo e siamo rientrati di diritto nel numero dei partecipanti. Non è servita nessuna botta di culo. Ci dirigiamo nell'altra sala, quella in cui poi avverranno le sessioni fotografiche e autografi. Ci sono sistemati una ventina di tavoli tondi. Ne scegliamo uno in fondo, rispetto all'entrata, un pochino spostato sulla destra. Ci sistemiamo ed aspettiamo. Orne non vuole le due donne (che ho dimenticato di menzionare prima) che erano sedute con noi durante la cerimonia di apertura. Posso scriverlo perché sono americane e non capiscono l'italiano. Posso anche dire che sono brutte. Però ci sono due signorine americane, ben accette. Sempre perché Orne così ha voluto, è un po' lei la boss. Così mi permetto di occultare una sedia vacante, spostandola in un altro tavolo. Il vuoto per l'ospite è fra Sarapi e Orne. Sono diversi i motivi di questa scelta. Principalmente perché ad Orne spetta di diritto la vicinanza di Jason. E perché sono amici da un po' e perché è la sua fan numero uno. E poi, dettaglio non da poco, perché le nostre due amiche sono le più spigliate nel parlare inglese e le più loquaci anche. Finché si siedono Francis e Jason ok, anche io so cosa dirgli. Ma se Skaoeksja si siede, io che cacchio gli dico? Oh, però, sei vecchio forte eh? Hai già fatto testamento?
Gli ospiti iniziano ad aggirarsi per la sala; ci chiediamo se riusciremo a parlare con tutti quelli che ci interessano. Che poi sono due. Ok, tre. Jordan interessava alle altre. Soprattutto a Kisaluccia, la quale stravede per quel fesso.
Ci vuole un po' di attesa, sperando che Jonathan il piacione numero 2 non si accomodi fra noi. Presenza assolutamente molesta. Nelle altre tavolate riscuote un discreto successo, si atteggia a guitto (non è uno sforzo, è qualcosa che gli riesce naturale). Noi lo detestiamo. Facciamo i vaghi quando si alza per scegliere il posto successivo. Poi Sleoa,xoq si siede vicino a noi, lui e il suo bicchiere di vino rosso. Dal pacchetto di sigarette di Orne capisce che siamo italiani. Oh, che bello. Già. Uh uh. Eh no! Proprio così. Parla un po' delle bellezze dello Stivale. Cerca di spiegare la collocazione di una chiesa vicino a via Sistina, a Roma. Non ho idea di cosa parli. Poi se ne va mestamente. Uff, scampata questa.
Arriva il turno di Jordan l'inutile Belfi. Riconosce immediatamente Orne, poi si presenta a noi. Inutile dire che sapere che siamo italiani riscuote sempre un effetto piacevole nei nostri interlocutori. Anche lui è di origine italiana, ma non è mai stato nella penisola. Le femmine del mio tavolo, cioé tutte perché ero l'unico maschio, sbavano mentre coso parla. Ad un certo punto mi chiede se seguo Entourage, telefilm nel quale è stato ingaggiato. Gli dico di no, mi scuso persino. Ma dimmi tu, quanto sono educato. Ci racconta un po' di cose, chi se lo schioppa. Kisal gli dice, in un impeto di foga, che lo amiamo. Beh, veramente... lascio stare va, meglio non infierire poverino. Scherzi a parte, molto educatamente ci ringrazia. E' un ragazzo molto pacato e cortese, estremamente disponibile.
Ma noi vogliamo la gente seria. E la gente seria è Francis. Mia sorella ed io abbiamo passato l'intero anno sognando di poter riabbracciare il nostro Orsacchiotto. Così, appena lo vede, Sarapi si alza e gli dà il primo abbraccio di una lunga serie. Lui non si tira indietro, quando mai! Con la sua aria da duro e il suo cubalibre in mano, si mette a sedere. Lo vedo un po' con la palpebra a mezz'asta. Non capisco se è un po' brillo. La verità la capirò tre giorni dopo, quando confesserà di essersi fatto un viaggio transoceanico in economy class su un aereo scomodissimo. Certo tutte quelle ore senza chiudere occhio sbatterebbero chiunque. Comunque. Lo salutiamo, gli chiedo se si ricorda di me. Dice di sì. Gli rammento la mia domanda su Kristen Bell. Poi gli racconto di averla conosciuta durante le riprese di When in Rome, lo scorso giugno 2008. Si scusa se non ricorda i nostri nomi, ma è praticamente impossibile. Può avere impresse delle facce, ma non i nomi. Giustamente Sarapi gli dà manforte, nei suoi panni sarebbe lo stesso per noi. Per noi è facile, lui è famoso! Come al solito è un gran chiacchierone, nonostante il caldo (la temperatura in quella sala era eccessivamente elevata, a mio modesto avviso), nonostante la stanchezza. Ci parla di Heroes (SPOILER!!!!!), di come hanno fatto morire il suo personaggio. E di come è rimasto fregato per questo. Argomento che poi riprenderà durante le conferenze. Era stato contattato per una parte fissa nello show Mental, ma proprio il suo impegno in Heroes lo avevano convinto a rifiutare. Poi era stato "gentilmente" congedato e si era ritrovato a piedi. Non mancherà occasione per sputare veleno, nei giorni seguenti. Con tutta la nostra compresione. Non si può non essere dalla sua parte. La sua cronometrina... aspettate, non so se ho spiegato questa figura. Non sono delle vallette, prima di tutto. Magari lo scorso anno, nel resoconto, ho descritto questo perverso ruolo. Le cronometrine, bodyguard, sono esseri mitologici metà donna e metà orologio. Stanno lì, controllano il tempo e scaduto il termine massimo picchiettano sulla spalla del loro assistito e lo dirottano altrove. Sono specializzate nel rompere i coglioni, hanno un master. Sarà una caso che siano tutte donne? Mah, chi lo sa. Mi sa che la dovrei piantare con queste battute misogine, visto il mio pubblico e le mie amicizie (o presunte tali, visto il mio senso dell'umorismo maschilista). Insomma, Francis lo abbiamo salutato e ne siamo stati strafelici.
Ci manca il mitico Jason. Poco prima, nella noia, avevo approssimato un'imitazione delle movenze di JD. Sono abbastanza verosimile. Dobbiamo aspettare un pochino, è partito davvero da lontano. St'anno, rispetto allo scorso, è con moglie a seguito. Consorte che lo segue passo passo. Ma lui, fra tutti, sembra il più fresco. Almeno questa è stata la mia impressione. Arrivato ad un tavolo vicino al nostro, vede Orne, la saluta e le dice che sarà subito da noi. Kisal, non ricordo bene per quale motivo, si era allontanata. Così come Byby. Il gruppo si riunisce in tutta fretta, giusto in tempo. Perché Jason sceglie la nostra compagnia.
Saluta tutti, gli do una bella strettona di mano. Gli chiedo se si ricorda di me, non si sa mai. Non è mai carino dare per scontato certe cose, voglio dire, Dio solo sa quanta gente incontrano i nostri beniamini. Ci confida che di lì a poco sarebbe venuto in Italia con la moglie, per una vacanzetta. Avrebbe girato qualche posto. A quel punto, ci sentiamo in obbligo di dargli qualche suggerimento. Soprattutto culinario. Orne gli dice che non può non passare per Bologna. Io sto lì e penso, la faccio? La sento che sale dentro, mica posso tenermela, fa male. Così interrompo tutti e richiamo l'attenzione di Jason. Se vieni a Roma e vuoi mangiare come si deve, vai dal ristoratore e gli fai: il gesto è semplice, tipicamente romano, mano di taglio, palmo in giù, picchietta con il lato dell'indice su uno dei due fianchi. Sarebbe: c'ho fame, devo magnà! E devo magnà pure bene! Tutto questo in un semplice gesto. Siamo gente spicciola. Il nostro amico impara la lezione e ripete.
Noto che, rispetto all'anno precedente, si sente subito a suo agio con noi. Lui è un tipo molto timido, estremamente introverso con chi non conosce. Tanto da evitare persino di sedersi, la maggior parte delle volte. Ha quella sua postura con una gamba in appoggio alla sedia, semi in piedi. Con noi invece si accomoda immediatamente. Quando mi guarda negli occhi vedo uno sguardo diverso, più acceso, c'è più confidenza. E la cosa mi fa enormemente piacere. Bene, ci congediamo anche da lui e gli diamo appuntamento ai giorni successivi.
Poiché gli ospiti che ci interessavano sono terminati, onde evitare incontri troppo ravvicinati con brutti ceffi del luogo, ci alziamo e ce ne andiamo.
Passo un attimo a vedere cosa fa Giorgina, impegnata in non so quale allucinante gioco di carte con gli altri membri dello staff. Povera, si è persa il Meet & Greet e si è annoiata a morte. Le raccontiamo un po' com'è andata. Avrà occasione di rifarsi nei giorni a venire. Siamo tutti esausti. Vorremmo sapere quando inizia la sessione fotografica, il mattino successivo. Così, mentre Sarapi si sente male per un colpo di freddo e tutti reclamano stremati il proprio letto, torno dentro ad informarmi. Di nuovo da Giorgina, la nostra talpa. Prima delle 10 non arriverà il nostro turno, ok. Buonanotte, buonanotte.
Torno fuori, c'è solo mio fratello ad aspettarmi. E le altre? Andate tutte a dormire. Tzé! Mi offendo tremendamente.
Il racconto sarebbe terminato, ma c'è un altro dettaglio che successivamente risulterà sconcertante.
Durante la notte faccio un sogno. Il sogno ve lo racconto la prossima volta, perché è lungo e ora ho sonno.
Saprete però che sono un veggente.

Saluti e baci

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venerdì, 19 giugno 2009 @ 01:32

La Cerimonia di Apertura

pubblicato da SagadiGemini

Oh, rieccomi. Chiedo perdono, ieri (che poi, per essere precisi, era l'altro ieri) sera lavoravo. Perciò avete dovuto aspettare per la prosecuzione del racconto. So già che non siete riusciti a mangiare e a stento avete respirato. Che vi devo dire, faccio questo effetto. Anche solo a parole, figuratevi in carne ed ossa. Qualcuno dei miei lettori può testimoniarlo... meglio di no, c'è chi è uso prendermi a parolacce, non vorrei servire quest'assist al bacio così gratuitamente.
Mi sono reso conto di essere stato un po' piatto nel primo post, forse è solo un'impressione. Sapete quando uno si rilegge e dice, boh. Troppo metodico nelle descrizioni, noiosetto. Posso fare di meglio. Magari un'altra sera però, ora ho sonno. Sparerò qualche fregnaccia, a casaccio.
Volevo dire a Kisal di non preoccuparsi per gli spoiler, ovviamente scherzo. Tanto la maggior parte delle persone che passano di qua erano presenti. Un po' mi sono sottovalutato, lo ammetto. Scopro di giorno in giorno di avere un seguito insospettato. Basta, continuo il racconto.
Non rammento dove sono arrivato e non mi va di aprire un'altra pagina di internet explorer e controllare. Così (come sopra) andrò a casaccio.
Sperare che la cerimonia di apertura avvenisse puntuale era come pretendere da me più di un concetto sensato al giorno. Abbiamo preso un tavolo in terza fila, non troppo lontani, considerato che la prima fila era riservata ai volontari. Ci siamo un po' scassati le palle, non c'è che dire. Dopo tipo sei ore, hanno rimesso il solito video della prima convention, anno 2007, con Michael Muhney e Jason. Credo che chiunque abbia sentito parlare di Sean Harry conosca quel video. Sean Harry il balordo. Il primo giorno aveva un aberrante completo gualcito bianco, sembrava uno dei Bee Gees. Magari uno dei Supertramp. Ho cercato qualcosa di appuntito da tirargli, ma non l'ho trovato. Meglio non maneggiare certi attrezzi. Già mi ero ferito poco prima, incornando un vaso di fiori appeso fuori all'albergo. Pensavo fosse più leggero, me ne sono accorto troppo tardi. Niente di serio, già bastava ed avanzava la povera Orne infortunata al braccio. Stoica, pur di vedere Jason ha resistito al dolore.
Insomma, cerimonia di apertura. Ogni tanto Orne si alzava e andava a parlare con misteriosi individui di sesso femminile. Oh, prendo spunto per una considerazione. Lo so cosa penserete di me dopo, sono poco rispettoso, non mi do una regolata, ecc. E dopo aver premesso che, soprattutto grazie alla mia presenza, il nostro tavolo era di gran lunga il più bello (esteticamente e non solo), opero una considerazione. Babbabia, quanta gente brutta alla convention. Mi sa anche peggio dell'anno scorso. Chi lo sa, forse avevano messo in palio dei vibratori per la donna più brutta che si fosse presentata entro la mezzanotte del 14 giugno. Sta di fatto che erano veramente brutte. Dovevo girarmi verso lo splendore del nostro tavolo, per rifarmi gli occhi. Tornerò su quest'argomento. Se siete brutti, non ve la prendete. Avrete altre qualità. Se avete molti soldi, sono sicuro potremo fare amicizia.
Oh, non ricordo se è durante quella sera, mi sembra proprio di sì, scopro un fatto interessante. Considerando che le nostre due ragazze moonlightiane, prima della con, avevo avuto poco modo di conoscerle. Soprattutto Amethyst, con la quale non avevo neanche scambiato una parola. E' stato interessante far amicizia con loro. Presto ho capito che Amethyst è una pedante maestrina, ma pazienza... Mi perdo sempre in ciance. Ecco, ci sono. Ci allietavamo con un aneddoto riferito alla manifestazione dello scorso anno, quando Amethyst interviene finendo il discorso. Io la guardo e le chiedo, gesù sei per caso una che legge nella mente? Non proprio così, cercavo di scoprire come sapesse quelle cose. E, indovinate? Le ha lette proprio qui! Assurdo.
Sei orgogliosa di me? Non so perché mi sto rivolgendo ad una divinità, femminile per giunta. Lasciamo stare, stasera è il delirio. Non sarà la prima cosa senza senso, né l'ultima.
Ecco che fa il suo ingresso in scena, siore e siori, chi? Neil Roberts, il viscido piacione! La sua faccia di cazzo mi era mancata quanto una scottatura fra le cosce. Solite battutine del cazzo. E' proprio il caso di dirlo. Perché non si sono mai sentiti tanti doppi sensi di così infima qualità dall'ultimo filmino amatoriale porno di serie B che hanno girato. Era tutta una metafora fallica. Lo scorso anno non mi sembrava così spinto. Sarà che ha trovato un degno compare. Vale a dire Jonathan Woodward. Primo ospite introdotto. Bottiglia di birrozza in mano e presenza tanto poco curata quanto non richiesta. Questo tizio, per chi se lo chiedesse e non lo sapesse, ha partecipato a tutti i lavori (prima di Dollhouse) di quel genio (forse) di Joss Whedon. Che ruolo avesse, non lo ricorda neanche lo sceneggiatore. Tutti avevamo visto le serie, ma nessuno ricordava in che punto ci fosse. Magari era un'aiuola travestita. Più probabilmente indossava una maschera da water. Sarà che la mia memoria ha fuso il Piacione numero 1 con il Piacione numero 2, ma ora non ricordo quale dei due ha tentato di mostrare un tatuaggio sul proprio deretano. Forse il trauma ha cancellato il ricordo.
Il secondo è Keith Szarabajka. Altro MEMORABILE protagonista di Angel. Questo però sapevo chi fosse. Ha persino partecipato a "Il Cavaliere Oscuro", l'ultimo episodio di Batman di Christopher Nolan. Il che gli ha fatto guadagnare qualche punto, perso immediatamente dopo, quando mi sono accorto avesse in mano un calice di vino rosso. Mi sono smarrito, pensavo di essere in una fiera di paese. Aspettavo solo i tarallucci. Questo tizio, anche se mia sorella non è stata d'accordo con me, mi ricordava come voce e un po' come presenza (invecchiato di tipo cent'anni naturalmente), Patrick Fabian. Alias il professor Landry. Sti cazzi. Ci stava tutto. Non riscriverò mai più il nome di costui, ma lo storpierò volutamente. Ogni volta in modo differente. Dovrete capirlo voi. Che bel giochetto.
Entra in scena Jordan Belfi. E iniziano a girarmi un po' le palle. Uh quant'è fico, uh quant'è gaggio. Stampa il suo sorrisone da pubblicità del dentifricio in faccia ad una platea completamente in balia del suo (opinabile) fascino. Arringa la giuria con qualche frescaccia e tutti che applaudono. Io penso, sei un attore un po' inutile, non è colpa di nessuno. E Josh è schiattato cornuto.
Finalmente l'attesa è premiata. Neil Roberts piacione schifoso annuncia Francis Capra. Esce fuori un tizio un tantinello più alto e magro, con una giacca più grande di lui e degli occhiali da sole. Jason. La gag riesce, fra lo stupore del pubblico. Noi ridiamo divertiti, Jason fa segno con il dito indice di aspettare un minuto. Dopodiché esce il nostro Francis e noi lo accompagnamo con un'ovazione. Eeeee, uuuuu, iiiii. Gioia. Bello essere qui, bla bla bla.
Il momento si fa solenne. E' colui che tutte quelle vacche infoiate aspettano, ma che soprattutto noi, che lo amiamo per la persona che è, per ciò che di buono rappresenta, aspettiamo. Jason Dohring. Ovviamente, esce Francis con una giacca che gli va appena appena stretta. Altro momento di ilarità generale. E infine ecco l'altro nostro beniamino. Novantadue minuti di applausi a scena aperta. Con il suo tono di voce nasale e la sua presenza signorile, ringrazia tutti e dice di essere assai felice di trovarsi un nuovo anno qui con noi.
Sean peloroscio richiama tutti per un applauso generale, che gli concediamo con estremo piacere.
Il Meet & Greet però non si svolgerà, come lo scorso anno, nella stessa sala, annuncia qualcuno. Ce l'aveva detto non mi ricordo chi in realtà. Così siamo costretti a spostarci nell'altra sala, quella poi adibita alle foto e agli autografi. Non c'è fretta, il nostro biglietto ci dà il diritto di partecipare. La collocazione dei tavoli non importa. Tutti passeranno da tutti. Sembra un qualcosa riferito ad un puttanaio. Chiedo scusa.
Temo di essere arrivato al capolinea stasera. Penso di riassumere, poi mi ritrovo ad indugiare su ogni particolare. E vabbè. Voi pazientate. Io so già com'è andata.

Saluti e baci

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mercoledì, 17 giugno 2009 @ 00:55

Si parte col resoconto

pubblicato da SagadiGemini

Non potevo aspettare poi tanto tempo prima di iniziare. Voglio dire, non sono il massimo come gestore del blog, lo ammetto. Ma questa volta non posso farmi desiderare quanto vorrei. Non ho idea di quanto lungo verrà fuori il mio racconto, scriverò tutto ciò che mi verrà in mente, fin quando ne avrò voglia. E voi, se proprio volete farvi del male, leggete.
Inizio con la fine, la fine brutta, la fine inutile. Che poi è il perchè del fatto che io mi ritrovi a scrivere solo stasera, con un giorno di ritardo sul rientro. Il caso bastardo ha voluto che il mio aereo avesse ben due ore di ritardo e ieri rincasassi ad un'ora indecente. Altrimenti, forse, avreste la prima parte del resoconto già da un giorno. Evidentemente mi sono divertito talmente tanto che Dio ha voluto riportarmi coi piedi per terra e ricordarmi che le rotture di palle ci sono e sono parecchie. Basta lagne, passiamo alla parte piacevole.
Inizio col definire i ruoli. Ovviamente io sono io, su questo non ci piove. Il gruppo era ben nutrito però. La meravigliosa Orne, mia sorella Sarapi, la mia socia Kisal (con mamma a carico) tanto per cominciare. L'ossatura storica. Le due mitiche rappresentanti del MTIC, che sembra un college prestigioso per geni, Byby e Amethyst. E poi Giorgina, Minuccia (and boyfriend). Ed infine quell'intruso di mio fratello.
Venerdì 12 giugno 2009, ore 10.00 circa. Ore locali. Insieme al mio compagno di volo, alias mio fratello, scendiamo dall'aereo con in testa solo l'appuntamento già preso prima di partire. Appena arrivate, davanti alla fontana al terminal 5 di Heathrow. Okok, dico ad Orne e Sarapi. Ci vediamo lì. Naturalmente, non avevo la benché minima idea della presenza di una fontana sul luogo. E ho pensato, quante diavolo vuoi che ce ne siano?
Raggiungere l'uscita non è stato così semplice come si potrebbe pensare. Dopo circa ventitrè minuti, ci siamo arrivati. Orne e Sarapi erano in fila da Costa, la fontana era fuori a zampillare. Abbracci e baci, tutti felici. Orne mi fa, seduta al tavolo c'è Amethyst che ci aspetta. Mi fa una raccomandazione (che non riferisco, perché così tutti mi chiederanno "che raccomandazione?") e io non prometto niente di buono. Non mi va di mentire. Colazioniamo (voce del verbo "colazionare") con un panino veramente pessimo. Una salsa urticante giallognola poco raccomandabile. E un succo di frutta al sapore di barbiturico sciapo. Il tentativo di sottrarre un sorso dalla bottiglia di mia sorella si risolve in una sorsata di Lisomucil. Insomma, non tanto promettente come inizio.
Ma siamo prontissimi! Dobbiamo raggiungere il Thistle. Bene. Qual è il numero del bus? Quello gratuito che abbiamo preso lo scorso anno? Tutti, Dio solo sa per quale arcana ragione, confidavano sul fatto che io lo rammentassi. Mi sorprende il livello di fiducia che suscito nelle persone. Così, gasato dal fatto, mi avvicino al cartello delle indicazioni e cerco. Sì, c'è un 2 o un 4 nella targa, sicuro! Vedo alcuni numeri. 423. E' quello, non ci sono dubbi. In realtà ne avevo, ma pistola alla testa avrei sparato quello. Facciamo il conto di quando è passato l'ultima volta, o meglio, Amethyst l'ingegnere astrofisico fa il conto. E' appena passato, dobbiamo attendere venti minuti. Poco male penso. Poi passa il 423. Mm, penso, questa ragazza fa la saccentina ma alla fin fine... (prendo questo spazio per specificare, nel caso non si capisse, che prenderò apertamente di mira Amethyst... ma è uno scherzo, quindi stacce).
Il bus ci porta a cinque metri dal nostro albergo. Fare il check-in non è stata la cosa più semplice dell'universo. Orne aveva prenotato tutte le stanze a suo nome. Al bambino rasato dietro il banco serviva una carta di credito in garanzia. Così mio fratello, l'intruso, ha dato la sua. Non è stata una buona idea, visto che due secondi dopo hanno iniziato a piovere sul suo cellulare sms di addebito alla sua carta. Beh, pazienza. I soldi sono fatti per essere spesi. Nel frattempo incrociamo anche Minuccia e il suo ragazzo. Scambiamo quattro chiacchiere, ci presentiamo e diamo qualche informazione. In quanto veterani.
Il putto ci dà, dopo appena un'ora e ventisette minuti, le chiavi delle camere. Posiamo la roba, ci riposiamo, poi ci rivediamo di sotto e iniziamo. Ok.
Il Thistle, ribattezzato giustamente da Orne il Tristle, fa più schifo che mai. Una meravigliosa pedana per i diversamente abili presenta un cartello "fate attenzione alla pedana". Utile quanto le cinture di sicurezza sull'aereo. Giuro su Dio, vorrei andare in giro per il mondo e cercare qualcuno per un articolo "la cintura di sicurezza sull'aereo mi ha salvato la vita". Mi sa che sarebbe una ricerca vana... Comunque, non perdiamoci in ciance. Orne aveva espressamente chiesto camere vicine. Forse proprio per questo ognuno era in un'ala diversa dell'edificio. Beh, che diamine, abbiamo prenotato sette lustri prima, cosa poteva aspettarci...
La stanza quest'anno era lievemente meglio. Le finestre sempre sbarrate. Forse hanno paura che uno rubi il televisore e scappi, visto che la distanza dal suolo è veramente poca, chi lo sa. Mi annoio un po' nell'attesa, nonostante "Lego Batman" su PsP. Così mi cambio la camicia e me ne infilo un'altra.
Ci servono Kisal e Byby per iniziare. Le ritardatarie. Dobbiamo prenotare le foto tutti assieme.
Mentre Orne e Amethyst si dirigono nuovamente a Heathrow per prelevare Byby, insieme a mia sorella vado a prendere i badge(s).  Orne e Amethyst ci hanno lasciato documenti necessari al ritiro. Vorrei conoscere quel genio che ha stampato i badge. Credo non abbia azzeccato un solo nome, giuro. E se per caso lo ha azzeccato, si è rifatto col cognome. Mia sorella è diventata un'immigrata russa. Io brasiliano o giamaicano.
Mentre aspettavamo il rientro delle nostre ragazze in spedizione, spulcio un po' la carta d'identità di Amethyst. Non si sa mai, può essere sempre utile raccogliere informazioni. Mai darmi in mano qualcosa di personale, tenetelo presente o voi che mi cagnoscete.
Byby arriva, ci presentiamo. Ritiriamo anche il suo badge.
Iniziamo a prenotare le foto, Orne le prende anche per Kisal. Allora, una con Jason, una con Francis. Poi. Una con mia sorella e Francis. Orne ne prende un triliardo. Con lei sono insieme a Jason e in una di gruppo, in cui è incluso anche Jordan Belfi. Beh, la vuole Orne, mi sacrifico.
Kisal viene un attimo data per dispersa nel dedalo di Heathrow. Dopo circa centouno euro di telefonate complessive, riesce a prendere un taxi e a presentarsi all'appello. Finalmente tutti riuniti. E io faccio per la prima volta la conoscenza della mia socia in carne ed ossa. E' stato un momento molto emozionante. Se non fosse che poco prima Sarapi mi aveva regalato un leccalecca color verde prato inizio autunno. E non riuscivo più a liberarmene. Bocca allappata, sapore di gesso e salivazione azzerata. Si torna al banchetto delle foto. Una con Jason, Francis e Kisal. Dividiamo gli acquisti in due giornate, così da poter partecipare ad entrambe le sessioni fotografiche. Siamo furbi noi!
Mi chiedo dove sia Giorgina. Alla fine incrociamo anche lei. La prima sera, fino alla mezzanotte, deve lavorare alla Green Room. Che è poi una specie di box dove le guest approdano e aspettano nei momenti di pausa. La cerimonia di apertura è prevista intorno alle 19.00. Ma nessuno si aspetta che siano tutti puntuali...
Ora ho sonno. E' tardi. Questo è più che altro un assaggio, come siamo arrivati all'inizio dell'evento. Come al solito ne sono successe delle belle. Perciò se volete leggervele, sapete dove trovarmi. Vi tocca solo pazientare.

Saluti e baci

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mercoledì, 10 giugno 2009 @ 01:09

Si Torna a Londra

pubblicato da SagadiGemini

Belli miei, non sapete che casino. Mi si è rotto il pc per circa due mesi e non sono riuscito a ripararlo fino ad un mese fa! Poi mi hanno rubato il profilo qui su splinder e non potevo più accedervi, così ho chiamato la polizia di splinder e hanno catturato il ladro. Che poi era, non indovinerete mai, Dodo... quello dell'albero azzurro, avete presente? Un macello, davvero...
Ve la siete bevuta? Immagino di no. Suppongo che non abbia scuse. Non ne ho di fatti, faccio pena. Ultimamente stento persino a guardarmi allo specchio. Per fortuna sono soggiogato dalla mia bellezza, altrimenti mi sputerei in faccia. E non è che di cose da dire non ne avessi. Faccio proprio pena. Non scrivo da troppo tempo, non capisco perché. Sono l'essere umano peggiore sull'intero globo terrestre. Sono la scostanza fatta persona, di una pigrizia raccapricciante. Un nullafacente, con un briciolo di talento e una spocchia monumentale.
Bene, ho finito di insultarmi. Mi sembrava d'obbligo. Rivesto i miei panni di superuomo. Solo io posso criticarmi. Nella mia infinità giustezza e imparzialità.
Erano almeno tre settimane che promettevo questo post. Avevo pensato di farlo il giorno del mio compleanno, per pubblicizzarlo e prendermi auguri gratuiti. Non mi è andato. Non mi resta che un saluto prima della tanto attesa partenza per Londra. Miseriaccia se ne sono successe di cose in un anno, eh?
Mi piacerebbe davvero ascoltare tediato ogni singolo aneddoto da voi pronunciato, ma ho altre cose importanti da fare. Potrei dirvi un sacco di cose interessanti su quest'ultimo anno, come sono diventato esperto di materiale pornografico a causa del mio lavoro in videoteca. Come abbia imparato quant'è sbagliato non affidarsi ai propri pregiudizi. Come abbia gioito per il primo Roland Garros di re Roger. Ma non so quanto sareste interessanti. Questo rimane un blog monotematico. Non mi posso mettere a parlare delle elezioni o della fine del mondo nel 2012.
Per quanto riguarda questo anno da convention a convention, c'è stata una discreta invasione marsiana dell'etere. E non solo. Di Moonlight ho ampiamente parlato. Ho persino fatto una rubrica. Mi dispiacerà non poter mantenere la promessa di stringere forte a me quel maschione di Alex O'Loughlin. Micketto ha dato buca, peggio per lui. Terrò per me il mio affetto assolutamente eterosessuale.
Heroes non è forse un argomento straordinario da trattare. Nel senso che è un po' una banalità, tutti sanno di che si parla, è un supertelefilm con le contropalle. E mi sembra di aver già elogiato la Divina per le sue strabilianti doti da attrice. Recentemente ho "reperito" (alla faccia tua Guardia di Finanza! finirò in galera lo so...) alcuni film in cui recita Kristen. Ma ancora non li ho visti. Ne riparlerò, promesso.
Vorrei dedicarmi decisamente a Rob Thomas. Ce l'ho un po' con lui, perché non finisce questa cazzo di sceneggiatura. Ma gli voglio troppo bene e lo perdono. Tanto più che ha avuto decisamente da fare.
Party Down è un prodotto con le contropalle (mi piace dire "con le contropalle"). Umorismo nero, visione della vita non proprio edulcorata, situazioni divertenti e surreali. Parte da uno spunto geniale, lo sapete. Un gruppo di attori falliti fa parte del catering di un'agenzia che organizza Party. Ken Marino è il solito pazzo spassoso. Ryan penso che la parte se la sia scritta da solo. A proposito di Ryan, mi è capitato di vedere quella pessima puntata di Gossip Girl, che avrebbe dovuto essere preludio dello spin-off che Dio, nella sua magnificenza, ci ha risparmiato. Meglio Ryan in Party Down belli miei. I vari cammeo sono entusiasmanti. Enrico Colantoni merita una menzione speciale, è vero, per la sua corsa nudo e il tuffo in piscina. Ma Jason Dohring e il suo parrucchino non sono dame. E, lo sapete, non è una news fresca di stampa, avremo anche una seconda serie. Possiamo esultare.
Mi spreco un attimo e parlo di Gossip Girl. Kristen e la sua voce, lo dico a malincuore, sono appena sufficienti a bilanciare questo telefilm pietoso. Non basta nemmeno quella cavallona di Serena, per la quale potrei uccidere un prete mentre battezza mio figlio, a tirare su di livello un prodotto pessimo. Come dicevo poco più su, almeno non mi tocca vedere lo spin-off con il mio BFF.
Ritocca a Rob e al suo Cupid. Beh, mi sorprende come non abbia avuto successo. Sapete benissimo che non è un'idea originale, che già avevano provato a trarre uno show da quella storia, con scarso successo. Lo stesso raggiunto questa volta, ahimé. Eppure è una serie godibilissima. Dà al popolo quello che ha sempre voluto; storie d'amore a lieto fine. Contorniate da personaggi ben delineati, dialoghi al solito ben costruiti. Non si perde in banalità. Certo, dura sei puntate, quindi non ne ha neanche il tempo. Ma c'è questo Cupido, un simil Clive Owen dei poveri, che non si può non prendere in simpatia. E la magia dell'amore mi tocca, lo ammetto. Sono un romanticone. Durante la prima puntata ho sfiorato la commozione. Io ve lo consiglio, potete pure prendermi a parolacce. Proprio nelle prima battute della puntata pilota, in un ospedale, una voce amplificata chiama il dott. Mars. Non poteva mancare un'autocitazione.
Bene. Aspetto anche l'uscita di When in Rome, quest'estate. Tanto per essere esauriente.
Eccoci arrivati allo spazio finale. Mancano due giorni, poi lascio questa terra e volo in quel di Londra. Insomma, più o meno Londra. Sapete tutti cosa vado a fare, dovreste saperlo porca miseria! Convention 2009. Breakout Before Moonlight. Non vorrei rompere l'anima a qualcuno, ma mi sento in dovere di insultare l'organizzatore, quel maleducato di Sean Harry. Non me la sono tanto presa per il fatto che non mi ha spedito il biglietto, non mi formalizzo su questi dettagliuzzi... Piuttosto, ha coinvolto tre telefilm e invitato gente potenzialmente insignificanti. Non mi riferisco naturalmente ai nostri beniamini Jason e Francis. Jordan Belfi, l'inutile Josh ragazzo di Beth in Moonlight, lo si tollera. Ma gli altri? A parte ritrovarsi fra le scatole il piacione Neil Roberts, papà di Summer. C'è quel tizio di Angel col nome che sembra un codice fiscale. Ma chi se lo fila? Insomma, sei scarso Sean Harry.
Però chissene frega. St'anno saremo un bel gruppetto di italiani, faremo un bel po' di caciara. Manca almeno una persona che avrei voluto ci fosse, ma ha preferito rimanersene a casa a fare la calzetta. Peccato.
E, soprattutto, rivedremo Francis e Jason. Sentiremo un po' come gli butta, li abbracceremo e faremo sentire loro il nostro calore. Se ancora non hanno capito che noi non molliamo, andremo a rinfrescargli la memoria.
Avrete un reportage minuzioso. Seguite il forum, i siti vari di Just Jason e Neptune Rising. La solita pubblicità. Saremo tanti, ognuno dirà la sua.
Sempre nel nome di VM, orgogliosi di portare in alto il nostro vessillo.

Saluti e baci

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sabato, 21 febbraio 2009 @ 01:28

Doscmiqeixp (non mi va di pensare ad un titolo)

pubblicato da SagadiGemini

Non è semplice come si potrebbe pensare scrivere questo post. Non lo è sapendo tutto quello che so io amici belli.
Saltiamo la solita farsa, io che accampo scuse sul perché ci abbia messo così tanto tempo per farmi di nuovo vivo. Ero impegnato di su, avevo da fare di giù. Ma va. La verità è piena di sfaccettature, al solito.
Una di queste, quella che mi rende più onore e mi fa fare bella figura, è che ho dedicato molto tempo al forum. Stiamo facendo grandi cose; vi suggerisco di farci un salto, se non avete mai avuto modo o non avete mai creduto ne valesse la pena. Costanti aggiornamenti sulle carriere dei nostri attori e una ricca (e sempre in evoluzione) stanza dedicata alla citazioni. Ci divertiamo da matti, dico davvero. Per una volta il mio entusiasmo non è simulato. Questa è la fine dell'angolo "pubblicità al forum". Al diavolo, mi pagassero almeno. Il fatto è che il forum è mio, quindi ci tengo.
Infangando un po' la mia già misera reputazione, devo dire che la pigrizia ha avuto ancora la meglio su di me. E questo è un altro motivo per cui mancano post da un mese.
Spiego un attimo la frase iniziale, immagino che vi abbia tenuto in sospeso. Come no. Più o meno quanto io smanio di sapere chi sarà il vincitore del prossimo Grande Fratello.
Sono venuto a sapere, non senza un dose massiccia di incredulità, che mi leggono più persone di quante credessi. Intendiamoci, se raggiungo la decina è grasso che cola. Questo mi carica di una responsabilità a cui non ero abituato. Quindi ora mi ritrovo a preoccuparmi di ciò che scrivo. Voglio dire, prima avrei potuto tranquillamente occupare righe di questo post raccontando barzellette sconce, facendo dell'umorismo di bassissima lega, dicendo parolacce o persino prendendomela con qualche etnia in particolare. Avrei potuto scrivere che a colazione mangio trance di foca albina inzuppate nel latte, alla faccia del WWF. Ora mi devo contenere; non posso dare un'idea sbagliata di me.
Qualcuno ci ha creduto? Siamo seri. Lasciamo stare.
Parliamo del film. Rob lo sta scrivendo, manca il finale. Non dico niente di nuovo. La notizia è di un paio di settimane fa; l'avrete letta in giro. Questo rende tutti noi enormemente felici. Aspettiamo solo che qualche anima pia sganci il denaro per finanziarlo. Ho conosciuto, via etere, una ragazza italiana che vive a Chicago, grande fan di VM, la quale mi ha rassicurato dicendomi che, secondo le voci che circolano in loco, ci sono il 99% delle possibilità che il film venga realizzato. Mi sono grattato ovunque, con grande veemenza. Ottimi segnali comunque.
E poi c'è "Party Down". Per chi non lo sapesse (che palle, se avete il tempo di leggere me, vuol dire che non avete proprio niente da fare, quindi fatela una ricerca su internet per la miseria!), è la nuova opera di Rob Thomas. Non mi va di spiegarvi di cosa parla, sono fatto così, mi impunto sulle cose. Posso però suggerirvi, in modo assolutamente disinteressato, di andaverlo a leggere sul forum. Mi rendo conto di aver promesso di aver terminato la pubblicità prima. E' un insegnamento per tutti coloro che danno peso alla mia parola. Il link è sulla vostra destra, grazie per la cortese attenzione. Le uscite di emergenza sono lì e lì, sopra la vostra testa la mascherina per l'ossigeno, assicuratevi che i vostri bambini la indossino prima che la indossiate voi. Il salvagente non serve a un cazzo, perché se ci scantiamo da quassù, vi serve un prete per l'estrema unzione o, al limite, qualcuno con cui farvi scudo. Così, visto che dovete schiattare, almeno evitate di far fare un lavoraccio al tizio che si occupa dei cadaveri alle pompe funebri. Ma sai che c'è? Se schiatto, voglio rompere le palle a più gente possibile anche da morto. Quindi mi ci butto di faccia. Gesù, sta degenerando.
"Party Down". Il telefilm inizierà il 20 marzo prossimo. Ormai manca un mesetto. La buona notizia per tutti noi è che avremo buona parte del cast di VM riversato nello show. Oltre a Ken Marino e al mio bff Ryan Hansen, parte della squadra fissa, Jason Dohring, che apparirà il 28 (vado a memoria, non datemi troppo retta). Alona Tal. E Kristen Bell, che ha recentemente firmato a quanto pare. Lei sarà sugli schermi nella puntata del 22 maggio. Non vediamo l'ora, mi sembra naturale.
Venerdì scorso è uscito "Venerdì 13" con Ryan Hansen, più attivo che mai. Lo vedrò, prima o poi.
Una delle grandi notizie che mi sono dimenticato di segnalare prontamente qui è che Jason verrà a Londra alla convention.
Felici? Io sì, JD st'anno ti risparmio la figuraccia. Almeno penso, magari cambio idea.
E questo è più o meno tutto quello che è successo negli ultimi tempi.
Nel frattempo io ho visto buona parte di "Gossip Girl". La voce della Divina ad accompagnare le gesta di quel manipolo di ebeti è un palliativo appena sufficiente per indurmi ad andare fino in fondo. Non ho idea di come si faccia a partorire un'idea così malsana. Secondo me gli sceneggiatori sono i concorrenti che Bonolis chiamava a "Ciao Darwin" a gareggiare. Non so se avete presente. Comunque, rispetto Kristen per la scelta. Le sarò sempre fedele.
Ho visto la seconda stagione di "Heroes" e qui siamo su un altro livello totalmente. Kristen è tanto perfida quanto meravigliosa. Compare poco, nell'arco delle striminzite undici puntate. La prima volta alla quinta. Ho avuto un sussulto, dico sul serio. Più si va avanti è più diventa estremamente radiosa. Lei e i suoi capelli dorati. Il suo personaggio, Elle Bishop, è una sadica carogna. Lei è al solito fenomenale nell'interpretazione. Rende ogni singola sfaccettatura alla perfezione. Mi piace, mi piace, mi piace.
Ok, davvero. Sono le 2 passate, sento di aver assolto il mio compito.
Mi sono sentito un po' in colpa, così ho iniziato scrivere un po' di roba a caso, penso si sia notato.
Inganno il tempo, più che altro.
Mi prendo questo piccolo spazio finale per dedicare questo post alla mia più grande fan (così si è proclamata, sarete stupiti quanto lo sono io). E' bionda, che Dio (o chi per lui) la benedica.

Saluti e baci

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sabato, 17 gennaio 2009 @ 23:17

E Film Fu

pubblicato da SagadiGemini

Penso che il titolo di questo post sia piuttosto eloquente di per sé. Voglio dire, cosa potrei aggiungere di più chiaro.
Vi racconto una storia.
Un bel giorno Dio era di buon umore. Non capita di sovente, a quanto mi risulti. Di solito è annoiato e combatte questo perenne tedio facendo scherzi di cattivo gusto ai mortali tipo me. Ma quel giorno era davvero al massimo della sua onnipotenza, così decise di creare Rob Thomas. Questo pargoletto crebbe decisamente bene, face cose che non ci interessano più di tanto, per arrivare al momento topico della sua vita. E indovinate un po'? Si incrocia con la mia vita. La nostra vita. Come avrete capito, questa storia parla di bei giorni. Uno fra questi, un altro, è quello in cui Rob decide che Veronica Mars non può essere semplicemente un romanzo, ma c'è il potenziale per trasformarlo in una serie tv. Ottimo. Dio lo supporta, si vede che l'ha preso in simpatia e lo guida nella scelta del cast. E meglio di così non poteva davvero fare. Voglio dire, una squadra formata da Dio e Rob Thomas, mica male.
Insomma Rob, Kristen & co, coadiuvati dall'aiuto divino, tirano fuori il meglio di loro stessi e plasmano la più stupefacente opera televisiva che si sia mai vista. Che va al di là di una semplice opera televisiva, tanto per chiarire. Solo che Dio ha progettato male gran parte dell'umanità, così quest'opera straordinaria viene compresa da pochi e amata da ancora meno. Intendiamoci, pochi in proporzione all'intera umanità, che conta più di sei miliardi di persone. Se escludiamo poi i paesi del terzo mondo che non hanno la tv... oh, insomma, non mi fate perdere in ciance. I progetti di Rob per quanto riguarda la sua opera vengono frustrati, così è costretto a lasciarla incompiuta.
Fine?
No.
Dio, fra le altre cose buone, ha creato me. E quelli come me. Magari non proprio come me, ma con i miei principi e i miei gusti. E noi abbiamo passato ogni giorno della nostra esistenza, consciamente o meno, a desiderare e a batterci affinché l'opera del nostro beniamino Rob si compisse. Non era semplice, lo sapevamo e lo sappiamo tutt'ora.
Molti dei soldati del nostro esercito sono stati dati per dispersi, alcuni sono morti in battaglia, altri hanno semplicemente abbandonato il campo vigliaccamente.
Noi siamo rimasti, temerari, a portare orgogliosamente il vessillo di VM. E mano mano, da che eravamo una manciata, siamo cresciuti, ci siamo diffusi come un virus benefico. E abbiamo fatto sentire la nostra presenza, sempre. Siamo andati ovunque, con il cuore e con la testa, persino materialmente talvolta. E abbiamo scelto il momento di maggiore difficoltà per esprimerci al massimo del nostro potenziale.
Così questa storia, che inizia con la nascita di Rob, che sembra apparentemente un intreccio scollegato di vite, arriva ad oggi.
Oggi.
Il giorno in cui Rob afferma che la sua opera non è finita, che nella sua testa è finalmente scoccata la scintilla giusta. E adesso tutte le nostre teste e i nostri desideri coinvergono all'unisono.
Sì, il film si farà.
D'accordo, mancano concretamente i fondi, ma solo perché l'idea è ancora in fase embrionale. Nel momento in cui Rob, con l'aiuto del suo amico Dio, presenterà il progetto, forte dell'appoggio della sua squadra, nulla si porrà come ostacolo di fronte a lui. Di fronte a noi.
Ci vorrà ancora un po' di tempo. E' probabile che qui in Italia il film non venga distribuito nelle sale cinematografiche, ma queste sono supposizioni che non fanno parte della storia.
La mia storia mi spiffera all'orecchio "eccoti, ti ho accontentato, questo avevi chiesto e questo otterrai". E io mi pavoneggio un po' questa sera, questa notte. Per diversi motivi. Punto primo perché la vita mi dimostra ogni giorno di più, senza presunzione, che ho sempre ragione. E anche se questo è spesso un male, stavolta non lo è, così raccolgo e porto a casa. Punto secondo perché sono un sognatore mascherato da realista, che viene considerato un pessimista. E la parte più profonda di me gode come una matta, si fa beffe di tutti gli stronzi che hanno rinunciato ai propri sogni per scuse idiote, per vigliaccheria.
E chiudo con una promessa solenne, dopo che ho raccontato una storia che silenziosamente dice molto più di quanto possano spiegare fredde parole.
Dovunque sarà, in qualsiasi giorno, mese, anno, io sarò alla premieré del film.

Saluti e baci

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sabato, 03 gennaio 2009 @ 20:12

Anno Nuovo

pubblicato da SagadiGemini

 

Forte questa foto uh?
Merito di Kisal, al solito. Chissà da quanto tempo gira per l'etere, senza che io ne sapessi niente. Scattata, ovviamente, quel 27 giugno dell'anno scorso. Kristen che finge di essere interessata alle stupidaggini che dico! Forse le stavo raccontando di aver conosciuto i suoi amici, Jason, Ryan e Francis. Chi può saperlo con esattezza!
Mi fa uno strano effetto rivedere questa scena. Sull'estrema sinistra, per altro, c'è la mia amica Flavia pronta a scattare la famosa foto. Ricordo ogni singolo istante di quella conversazione. Veramente un bel momento, uno dei più belli di sempre per me. Chiamatemi folle, ma sono sicuro che la incontrerò di nuovo, prima o poi.
L'ironia di questa foto è che devo postarla con i credits di un altro sito. Divertente, sono presente nella foto e devo accreditarla ad un altro! Non me ne frega niente. Faccio anzi pubblicità ad un sito che merita davvero di essere visto, nato dalla passione di fans della Meravigliosa. Mi importa poco anche della scortesia della boss, alla quale scrissi (tanto tempo fa) chiedendo un indirizzo dove scrivere alla mia amata. Ancora aspetto l'email di risposta.
Insomma. Ho anche una bellissima notizia per tutti gli appassionati di Kristen.
Il film "When in Rome", girato la primavera scorsa, uscirà nelle sale italiane in estate (2009)! Dovrebbe essere a cavallo fra agosto e settembre. Sono davvero al settimo cielo per questo! Magari la data subirà qualche ritardo, ma più o meno il periodo sarà quello! Mi fionderò al cinema. Spero di proporre al più presto un trailer decente.
Se voleste info approfondite, vi rimando sul nostro forum. C'è un topic apposito, con foto e approfondimenti. Veramente da non perdere.
Aggiungo anche quel poco che si sa della trama, perché sono un bravo blogger. Kristen Bell interpreta una donna di New York, di mestiere fa la curatrice d'arte, che si trova nella splendida capitale italiana in occasione del matrimonio della sorella. Poi, non so bene perché o per come, decide di rubare delle monete (magiche?) da un'antica fontana romana. Magari fontana di Trevi? Non ne ho idea, immagino l'avrebbero specificato. Insomma, per questo si trova costantemente assediata da un branco di pretendenti. E come dar loro torto, aggiungerei. Questo è quanto.
Che è una produzione Disney lo sapete. Che il principe azzurro di turno è Josh Duhamel forse. Lo ridico, nel caso avessi tralasciato l'informazione. E stop.
Volete qualche proposito per l'anno nuovo, non so, gli auguri per esempio?
Ok, gli auguri ve li concedo. Al momento non ho troppi desideri da chiedere a questo 2009.
Scrissi, lo scorso anno, i propositi per il 2008. Chiedevo di incontrare Kristen Bell. Me l'ero persino dimenticato, salvo poi ricapitare sul post in questione. Non c'è da domandarsi se si è avverato direi.
St'anno vorrei vedere realizzarsi il film di VM.
Chissà se qualcuno, lassù o laggiù o dove diavolo sta, mi ascolta anche stavolta. Già che ci sei, fai del male a chi ne ha fatto a me e a quelli che mi vogliono bene e a cui ne voglio. Che volete, sono uno più da antico testamento.

Saluti e baci

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mercoledì, 24 dicembre 2008 @ 17:58

Auguri

pubblicato da SagadiGemini

C'è poco da dire in questo post.
Tanti auguri a tutti, buone feste.
Tornerò presto, scriverò qualche idiozia delle mie e basta. Passate un felice Natale.
Non tutti però, le persone che mi stanno sul cavolo devono soffrire anche a Natale. Sono coerente.
Oh, oh, oh.

Saluti e baci

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martedì, 02 dicembre 2008 @ 18:12

Enrico ci tira su il morale

pubblicato da SagadiGemini

 

Aggiorno nuovamente, per questa strepitosa notizia. Mia sorella, quella fantastica donna, ha così allietato la mia giornata.
Nel video Enrico Colantoni si lascia scappare che Rob Thomas sta lavorando sul progetto del film di VM.
Tutti quegli iettatori bastardi che hanno già gettato la spugna devono, a questo punto, farmi la cortesia di baciare il mio grosso sedere. Ci tenevo a dirlo.
Caro papà Keith, aspettiamo solo di vederti di nuovo, sul grande schermo magari.

Saluti e baci

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